Io sono tibetano…

…dopo l’ennesima notizia giunta dal tibet di monaci che protestano contro il governo cinese, e dei relativi atti di forza posti in essere per sedare tali manifestazioni…lentamente, di soppiatto, strisciando silenziosa come un mamba si insinuata nella mia mente una riflessione…qualche tempo fa ricordo di una piccola “missione di pace” che gli stati uniti avviarono verso l’iraq, per “estirpare il male” e ricordo anche la mobilitazione che le persone ebbero, i mezzi di informazione attraverso cui venivano rivolti appelli per la pace e ve le ricordate le migliaia di bandiere arcobaleno con scritto pace che vennero appese come segno di solidarietà e di protesta?

Perchè questa volta è diverso? In cosa è diverso? Stiamo assistendo inermi e forse indifferenti ad atti di violenza da parte di una nazione, la cina, verso la popolazione di un’altra nazione, il Tibet…a mio parere anche in questo caso si tratta di un “atto di guerra” reso ancora più grave dal fatto che la cina è l’organizzatrice delle olimpiadi del 2008.

Il fatto che una manifestazione così importante per i significati che porta con se riguardo la pace, l’uguaglianza, lo spirito di competizione sia stata affidata ad una nazione così deficente riguardo alla questione dei diritti umani e delle libertà personali sarebbe gia una riflessione ardita, che a questa nazione per di più si permetta di agire come possimo vedere mi sembra inaudito.

In questi giorni dovrebbe vigere la ekecheiria, la tregue olimpica, le guerre dovrebbero fermarsi, gli attriti privati e pubblici dovrebbero essere abbandonati ed invece non solo tale tregua viene ignorata, ma è la stessa nazione organizzatrice dei giochi a compiere questi atti di violenza.

Il mio auspicio è che le nazioni e le persone che governano le nazioni diano un sego chiaro e forte che il comportamento della cina non è accettabile, e che il Tibet e la sua popolazione devono essere lasciati liberi.

Auspico che come per la guerra in irak i cittadini di tutte le nazioni facciano sentire la loro protesta, esponendo la bandiera del Tibet, chiedendo ai propri governanti che si interessino e intervengano nella vicenda e che gli appelli che giungono dalle varie parti del mondo non restino inascolatati.

Tibet libero! Shalom!

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